Nyala

La penna è uno strumento d’uso quotidiano, molto spesso portato insieme a un coltello. Negli anni, molti produttori di lame o materiale tattico ne hanno inserita una nel proprio catalogo.

Una sfida

Quando Gianni Pauletta, titolare di Lionsteel, mi propose di disegnare uno strumento di scrittura destinato a portare il suo marchio, ne fui subito entusiasta. Per molti penne e coltelli possono sembrare oggetti diversissimi, ma non per me che uso entrambi quotidianamente, li colleziono da sempre, e ne possiedo in misura abbondantemente eccessiva rispetto alle mie reali necessità. Inoltre, riuscire a dire qualcosa di nuovo su un oggetto così comune sarebbe stato assai più difficile che nel campo della coltelleria, dove già non è né semplice né scontato. E si sa che ai designer le sfide piacciono, perlomeno dopo averle superate.

Gianni fu molto chiaro: non voleva una penna tattica, sia perché quel mercato è da tempo prossimo alla saturazione, sia perché non esprimeva la corretta immagine aziendale. La penna Lionsteel avrebbe dovuto riassumere la sobria eleganza, l’alto contenuto tecnologico, e la continua ricerca di soluzioni innovative, che caratterizzano i coltelli del marchio.

Ovviamente doveva essere anche pratica. Personalmente amo le stilografiche, e quando posso scrivo con quelle, ma quando sono in giro e devo prendere appunti al volo, la classica sfera o roller è una scelta obbligata.

La ricerca della giusta ispirazione

Pur avendo cercato di definire fin da subito il maggior numero di caratteristiche, lo sviluppo fu piuttosto lungo: la tavola con gli schizzi iniziali è datata agosto 2014, mentre il disegno che dopo alcuni affinamenti sarebbe andato in produzione, risale ad aprile 2016.

Per trovare ispirazione, oltre ad osservare le tendenze dei maggiori brand internazionali, ho da subito focalizzato la mia ricerca su particolari meccanici appartenenti agli ambiti più disparati, per trovare il modo di caratterizzare l’oggetto finale, senza comprometterne la praticità d’uso.

Tappo sì, tappo no

Moltissime penne hanno il puntale protetto da un tappo amovibile: una soluzione consente una maggior libertà nel definire il design generale, e risulta perfettamente adatta all’uso da scrivania.
Nel caso della Nyala, non volevamo creare un soprammobile, ma uno strumento di scrittura da portare sempre addosso e usare ovunque, pertanto abbiamo escluso la presenza di un cappuccio amovibile visto l’alto il rischio di perderlo.

Fisher Space Pen: una garanzia

Solo una cosa avrebbe potuto essere peggio di non riuscire ad arrivare a delle linee funzionali e interessanti: creare una penna bellissima, con una qualità di scrittura mediocre. Inizialmente pensai di prevedere un alloggiamento adatto a un refill tipo Parker, che quindi consentisse la scelta fra la miriade di marchi che aderiscono a questo standard. Tuttavia, ben presto fu evidente che ciò avrebbe impedito di ottenere le dimensioni compatte che ci eravamo prefissi.
Serviva un’alternativa più corta e doveva essere di alta qualità, perché difficilmente sarebbe stato possibile alloggiare un’altra ricarica nello stesso vano: le Fisher Space Pen furono una scelta naturale, dato che già da anni le utilizzavo in altre penne apprezzandone la costanza e l’affidabilità.

Fisher Space Pen Co. fornisce penne e cartucce d’inchiostro per il programma spaziale americano da oltre 45 anni. Le loro penne hanno accompagnato gli equipaggi dei voli spaziali e vengono usate, ogni giorno, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Basato sulla tecnologia sviluppata da Paul C. Fisher nel 1966, il refill Fisher Space Pen è stato progettato per funzionare in modo affidabile sempre e ovunque. La cartuccia di inchiostro pressurizzata permette di scrivere a temperature estreme ( da -34° C a +121° Celsius), sott’acqua, su superfici unte, a qualsiasi inclinazione, anche a testa in giù. “Va ovunque, scrive dappertutto” TM.

La Nyala è venduta con un refill Fisher Space Pen PR4. Quando è vuoto, è possibile sostituirlo con qualsiasi ricambio Fisher Space Pen o Rite in the Rain. Entrambi sono realizzati da Fisher Space Pen: le ricariche Space Pen sono disponibili con tratto fine, medio, o grosso (il più comune è il medio), le Rite in the Rain utilizzano un diverso tipo di inchiostro, e sono sempre a tratto fine.

L’illuminazione

L’idea che aspettavo, che poi si sarebbe evoluta fino a diventare il prodotto finale, mi venne mangiando una pizza, dopo aver assistito a un evento musicale. Un concerto terribile a dire il vero: è piuttosto frequente sentir suonare male il violino, ma mai avrei pensato di sentir soffrire così un pianoforte a coda. Eppure non posso escludere che sia stato proprio quello shock a smuovere quel qualcosa che stentava ad arrivare.
Approfittando della tovaglietta di carta, tirai fuori la penna che porto sempre con me in previsione di casi simili e schizzai l’idea per non dimenticarla: la penna Lionsteel sarebbe stato composta da un corpo centrale in titanio lavorato a torciglione, per richiamare l’esperienza dell’azienda nelle lavorazioni dal pieno, circondata da una struttura in carbonio, per sottolineare la modernità e la tecnologia che connotano i prodotti del brand, con una serie di aperture per far vedere la lavorazione sottostante.

Quale meccanica?

Una volta definito il design, bisognava capire come estrarre e ritrarre la punta, che data l’assenza di un tappo avrebbe dovuto essere protetta.

La soluzione più scontata sembrò il pulsante, ma ben presto apparve che chiaro che proprio in quanto ovvia, non era quella giusta per la penna firmata Lionsteel. Valutati vari sistemi, caratterizzati da complessità e affidabilità variabili, Gianni e io concordammo sul fatto che l’apertura ruotando la parte posteriore sarebbe stato il compromesso ideale fra ricercatezza, praticità d’uso, e costanza di funzionamento.

Confezione

La confezione di lancio richiama quelle dei folder Lionsteel: un rettangolo di legno massiccio, fresato per creare la sede per la penna. Inoltre, la confezione funziona anche da stand: basta capovolgerla per esporre un foro in cui infilare il puntale, e una fessura in cui incastrare l’involucro in cartone con i loghi del produttore.

Il debutto

La prima apparizione della Nyala coincise con il Blade Show 2016, mentre i primi esemplari sono arrivati nei negozi a novembre 2017.
L’assortimento iniziale si componeva di sei modelli: tubo esterno in damasco abbinato a titanio bronze shine o grey shine, oppure tubo esterno in fibra di carbonio con titanio grey shine, bronze shine, blue shine o blue matte. In seguito sono state introdotte ulteriori versioni con le parti un titanio nere.
I prezzi consigliati al pubblico, in Italia, sono di 190,00 euro per le versioni in damasco, e 160,00 euro per quelle in carbonio.

Specifiche

Produttore: Lionsteel
Web: www.lionsteel.it
Modello: Nyala
Materiali: titanio e damasco; titanio e fibra dicarbonio
Lunghezza: 115 mm
Diametro: 10 mm
Peso
: 24 gr

Recensioni

Blade Show 2016

Lionsteel

7redi

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